The Different Company

The Different Company CologneIn un settore, come quello della profumeria artistica, oramai saturo di novità, dove la la vera creatività è sempre più sacrificata in nome del marketing, e i lanci di creazioni assurde e importabili si susseguono ininterrottamente senza una regola, le perfume houses (serie) per non perdere fette di mercato, senza cedere alla tentazione di proporre profumi dagli effetti speciali, hanno una sola via d’uscita: lavorare sul classico e reinterpretare i capisaldi dell’arte profumiera, secondo il proprio codice stilistico.

Così ha fatto The Different Company che per la prossima estate cala un poker di eaux de toilette che vogliono essere una nuova esperienza olfattiva all’insegna del classico.

Per molto tempo, la parola Cologne è stata sinonimo di profumi estremamente volatili, connotati da note esperidate e luminose.

Con Emilie Coppermann, un naso che vanta nel suo curriculum collaborazioni con Jean Claude Ellena, Lucas Sieuzac e Bertrand Duchaufour, The Different Company propone un nuovo concetto: l’Esprit Cologne.

Utilizzando le regole base nella costruzione delle Cologne, Emilie Coppermann ha realizzato dei veri e propri profumi, con materie prime nobili (angelica, semi di ambretta, iris, legno di gaiaco, benzoino), un’architettura elegante e complessa con associazioni totalmente inedite, segno distintivo della maison.

L’Esprit Cologne, creata da The Different Company, è una nuova Eau de Toilette che nasconde profondità e ricchezza dietro la facciata semplice di una Colonia. Una struttura innovativa che trova nella freschezza il suo punto di forza, lasciando però sulla pelle una traccia odorosa piena di intensità. A inaugurare la nuova collezione L’Esprit Cologne sono quattro fragranze che rivelano una scia fruttata, fiorita e legnosa, dove l’apertura è fresca ed esperidata (off course) e il fondo delicatamente muschiato.

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Keiko Mecheri

Nata ad Atami, in Giappone, e cresciuta a Beverly Hills, California, Keiko ebbe i primi contatti con colori ed inchiostro in giovane età. Desiderando fortemente di intraprendere un’estetica più personale e basata sul sumi, studiò quindi Design e Storia dell’Arte all’UCLA. …Ad un certo punto si ritrovò a Parigi, nel cuore della storica Montparnasse, quarti  ere dei surrealisti francesi prima della guerra. Fu là che incontrò suo marito, Kamel Mecheri, stilista e designer molto dotato. La collezione… Fu forse una sorta di alchimia, o quel certo non-so-che, ma quando Keiko e Kamel si unirono, successe qualcosa di magico. Quando la coppia considerò l’idea di lanciare una linea di diverse fragranze, le idee esplosero e si fusero creando alcuni distinti profumi. Di questi, Loukhoum andò a ruba all’istante, con la sua dolcezza delicata, profumato ai petali di rosa, boccioli di biancospino e muschio cristallino. Quest’incantevole profumo racchiudeva in sé tutta l’opulenza dell’ultima reggia ottomana, il Topkapi. L’intera collezione di profumi nacque in modo definitivo dall’intensa collaborazione e intesa tra Keiko e Kamel. Essi traevano ispirazione da innumerevoli e variegate chiacchierate tra di loro, parlando di tutto, dalla Pop Art alla musica medioevale, dall’arte culinaria all’ikebana giapponese, dalla mitologia antica alle future destinazioni dei loro viaggi, dall’Esistenzialismo francese alle ultime tendenze della moda.

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